fbpx

AUTOSTIMA E SOCIAL MEDIA

Agla

05 Settembre 2019

Nessun commento

Vi siete mai chiesti quanto i social media possano influire sul livello di autostima dei vostri figli?

Autostima e social media formano un binomio pericoloso?

Partiamo intanto dal concetto di autostima: capiamo come cos’è esattamente e perché è importante.

Definizione di autostima

Una prima definizione si deve a William James, il quale la concepisce come risultato del confronto tra i successi che l’individuo ottiene realmente e le aspettative in merito ad essi.

 

Alcuni anni dopo Cooley e Mead definiscono l’autostima come un prodotto che scaturisce dalle interazioni con gli altri, che si crea durante il corso della vita come una valutazione riflessa di ciò che le altre persone pensano di noi. Infatti l’autostima di una persona non scaturisce esclusivamente da fattori interiori individuali, ma hanno una certa influenza anche i cosiddetti confronti che l’individuo fa, consapevolmente o no, con l’ambiente in cui vive. A costituire il processo di formazione dell’autostima vi sono due componenti: il sé reale e il sé ideale.

Ed è proprio sulla base del sé ideale che si può inserire il ruolo dei social media come fattore predisponente spesso allo sviluppo di una bassa autostima negli adolescenti di oggi.

 

Uno studio statunitense del 2015 intitolato Bambini, adolescenti, media e immagine corporea ha rilevato che molti adolescenti americani costantemente attivi online (quindi su WhatsApp, Snapchat, Instagram, Youtube, etc..) si preoccupano di come vengono percepiti.

Alcune delle statistiche hanno mostrato che:

  • il 35% è preoccupato per le persone che li taggano in foto in cui sono poco attraenti;
  • il 27% si sente stressato su come appare nelle foto pubblicate online;
  • il 22% si è sentito malese le sue foto sono state ignorate;
  • il 41%degli intervistati ammette di utilizzare i social media per apparire “più cool”.

 

Lo so, vi sembrano pazzeschi questi dati d’oltreoceano, eppure questo problema riguarda anche il nostro Paese, e i dati analizzati sono tutt’altro che rassicuranti. Secondo una recente ricerca i bambini dell’attuale generazione sarebbero in grado di interagire correttamente con un computer (accendere, puntare con il mouse, giocare) prima ancora di essere in grado di nuotare, andare in bicicletta o allacciarsi le scarpe. Il che in effetti lascia perplessi…

 

Ma vediamo prima alcuni dati emersi nella ricerca di EU Kids Online del Gennaio 2018 dal titolo “Accesso, usi, rischi e opportunità di internet per i ragazzi italiani”.

Il risultato principale emerso dalla rilevazione è che l’esposizione ai rischi derivanti dall’uso dei social media non produce necessariamente danni. La probabilità che un rischio online si traduca in un effettivo danno per il minore è solitamente molto bassa; tuttavia, è estremamente importante identificare quali ragazzi sono più vulnerabili a esperienze problematiche e quali, invece, sono in grado di gestirle. Nel complesso, il 13% dei ragazzi italiani fra i 9 e i 17 anni si è sentito turbato, a disagio, o infastidito da qualche esperienza online nell’ultimo anno.

 

Quando hanno esperienze negative su internet, i ragazzi adottano una combinazione di strategie al fine di ridurre lo stress emotivo e psicologico (Vandoninck et al., 2013). Le risposte sociali, vale a dire la richiesta di aiuto e sostegno da altri, sono ritenute una delle strategie più efficaci. Ecco dunque che gli amici (47%) e i genitori (38%) sono le principali fonti di sostegno a cui i ragazzi si rivolgono nel caso di esperienze negative su internet, seguiti da fratelli e sorelle (6%). Solo il 2% dei ragazzi intervistati ne ha parlato con un insegnante. Tuttavia, un ragazzo su quattro (25%) non ha parlato con nessuno di quanto è accaduto su internet.

 

E’ dunque su quest’ultimo dato che vogliamo focalizzarci per tornare al concetto iniziale e approfondire il problema ormai sempre più frequente negli adolescenti, che merita maggior considerazione: la bassa autostima.

SCARSA AUTOSTIMA

Una scarsa autostima può condurre ad una ridotta partecipazione e ad un entusiasmo limitato, che si concretizzano in situazioni di demotivazione in cui predominano disimpegno e disinteresse. Vengono riconosciute esclusivamente le proprie debolezze, mentre vengono trascurati i propri punti di forza.

Spesso si tende ad evadere anche dalle situazioni più banali per timore di un rifiuto da parte degli altri. Si è più vulnerabili e meno autonomi. Gli adolescenti con una bassa autostima si arrendono molto più facilmente quando si tratta di raggiungere un obiettivo, soprattutto se incontrano qualche difficoltà.

 

Una scarsa autostima, nell’era della digitalizzazione globale e della virtualizzazione dell’esistenza, ha comportato una trasformazione della società molto rapida.

Questo cambiamento interessa in modo particolare i giovanissimi proprio nei loro processi di socializzazione, tanto da lasciare gli adulti spesso “sprovvisti” di competenze adeguate per sostenerne la crescita.

 

Chi lavora a contatto con le famiglie si rende spesso conto di quanto disorientamento ci siano tra i genitori, che si trovano spesso in conflitto tra il loro desiderio di offrire ai figli tutto il meglio (e di conseguenza renderli adeguati per un mondo in cui senza competenza tecnologica rischi di essere un escluso) e la loro preoccupazione di non essere capaci di proteggerne la crescita, in un contesto difficile da controllare.

 

Il bisogno di socializzazione dell’adolescente nel mondo web, ha così permesso ai ragazzi di viverne in modo intenso e significativo tutti gli aspetti positivi (contatti in tempo reale a distanza, ampliare conoscenze e amicizie in base alle proprie passioni), ma anche negativi. Uno fra tanti, il bisogno di essere visti, fino a sconfinare nell’eccesso, nel narcisismo quasi patologico, tratto assai frequente nel nostro contesto socioculturale, fortemente connotato dal bisogno di visibilità pubblica di ognuno di noi, tanto che alcuni autori definiscono la contemporaneità l’“era del narcisismo”.

 

L’uso dei social media a tal fine, senza un adeguato spirito critico e un’alta autostima di base, può portare alla formazione di adolescenti più social, ma più soli. Passare troppo tempo a guardare le vite degli altri, confrontarsi con le prestazioni altrui, cercare di essere all’altezza con le proprie foto e post, può incrementare il sentimento di solitudine.

 

A conclusione di questa serie di dati sui nostri adolescenti, si vuole sottolineare come i social media possano essere causa, ma anche effetto dello sviluppo di una scarsa motivazione nei giovani d’oggi. Fare un uso corretto delle nuove tecnologie è indispensabile per cercare di prevenire il problema. L’intera rete sociale (famiglia, scuola, istituzioni) deve interagire e comunicare costantemente durante tutto il processo di crescita del bambino, affinché diventi un adolescente consapevole del proprio sé reale, delle proprie capacità, conscio delle difficoltà della vita e dei fallimenti a cui si può andare incontro e che potrà superare solo grazie alla propria di autostima.

 

 

Riferimenti bibliografici online:

 

Tags :

Articoli recenti

Categorie