RIFLESSIONI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS (Parte I)

Agla

16 Marzo 2020

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#ANDRA’TUTTOBENE

#IORESTOACASA

Questa è la prima di una serie di riflessioni su questo periodo di emergenza sanitaria che ci costringe a rimanere in casa, modificando la nostra quotidianità.

RIFLESSIONI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS (Parte I)

Sono settimane in cui si sente parlare solo di Covid-19, il cosiddetto Coronavirus, ma ci pensate a come i bambini e gli adolescenti stiano affrontando questa situazione?

 

Ci pensate a quanto l’emergenza sanitaria abbia stravolto le nostre, ma soprattutto le loro vite? Niente più scuola, niente più amici, niente più sport, niente più concerti…

 

Questo virus, impalpabile, subdolo, ha sospeso temporaneamente le nostre abitudini, fomentando ancora di più i ragazzi all’uso della Rete e ancorandoli ancora più saldamente a quella tecnologia che spesso viene additata come una dipendenza negativa dai social network.

 

Abbiamo chiesto (naturalmente tramite uno dei nostri profili social) quale sia il social network che viene maggiormente utilizzato in questo periodo dagli adolescenti: le risposte hanno dato la preferenza ad Instagram, ma segue a ruota Facebook, Twitter, Whatsapp, per non parlare della popolarità che sta avendo Tik Tok.

 

E allora spuntano come funghi screenshot di videochiamate di gruppo tra amiche o amici che riscoprono la capacità di conversare, di esprimere le proprie emozioni, insomma…di fare quattro chiacchiere in compagnia. Mica male, no?

Videochiamata di gruppo con Whatsapp. A dx Meet, una delle applicazioni usate dai docenti per le lezioni online con gli studenti.

Riflettiamo sempre sulla negatività dell’uso dei social network, sulla pericolosità del Web e sui risvolti negativi a cui i nostri ragazzi vanno incontro esponendosi spesso oltre i limiti del pudore, ma ora vediamo un risvolto positivo dell’uso forzato della tecnologia: la voglia di contatto.

 

A casa i ragazzi soffrono.

 

Sicuramente non manca la scuola come istituzione, compensata dalla didattica online che i docenti sono chiamati a fornire, ma manca la risatina con il compagno di banco, manca la pacca sulla spalla data durante la ricreazione, manca il suono della campanella che segna la fine della quinta ora.

 

I bambini della scuola dell’Infanzia hanno voglia di tornare nelle proprie sezioni: nelle chat di gruppo si alternano vocali dei propri figlioli che salutano a modo proprio i compagni e si esaltano nell’ascoltare la risposta e il ringraziamento delle maestre.

 

I ragazzini della scuola Primaria hanno gioito alla chiusura della scuola, un po’ meno i genitori, ma ora si stanno accorgendo di quanto sia lunga l’attesa, si stanno rendendo conto di quanto possano essere lunghe le settimane… Disegnare e colorare lo striscione popolare #andràtuttobene li ha tenuti a bada un pomeriggio, ma lo stare insieme è la cosa più importante. Lo sanno anche loro ormai.

Mentre prima del coronavirus i social sembravano aver sostituito il contatto e il rapporto faccia a faccia, ora essi ci permettono di ricordarci quanto ci manchi.