SCUOLA FINLANDIA

Agla

27 Aprile 2020

Nessun commento

In questo periodo di incertezza, nel quale non si sa esattamente quando e con quali modalità si riapriranno le scuole, ecco un confronto con quella che viene definita la migliore didattica al mondo, quella della scuola finlandese.

La riforma del sistema scolastico finlandese risale all’inizio degli anni Settanta e fu decisa per fare fronte al basso livello di istruzione in cui, fino ad allora, versava la Nazione.

SCUOLA FINLANDIA: sistema scolastico delle scuole finlandesi

Il modo più efficace per dare notizie veritiere è quello di chiedere a chi ha visto con i propri occhi le dinamiche scolastiche della scuola finlandese. Abbiamo dunque intervistato una docente di Scuola Primaria di Carpi che è andata personalmente ad osservare la struttura e i meccanismi interni alle classi finlandesi.

 

Cristina B. è docente da oltre 15 anni alla Scuola Primaria Anna Frank, che fa parte del Comprensivo Carpi 3. Nei suoi primi 7 anni non di ruolo è stata insegnante specialista di Lingua inglese, poi con l’ingresso in ruolo ha effettuato il passaggio su posto comune e attualmente insegna in ambito linguistico-espressivo, principalmente italiano, storia e inglese.

 

Quali sono le difficoltà quotidiane più grandi nel rapportarsi con i suoi alunni?

“Le difficoltà più grandi che riscontro quotidianamente non riguardano tanto i miei alunni, ma le relazioni con le loro famiglie: spesso si incontrano famiglie che non collaborano pienamente con gli insegnanti, quindi si ha l’impressione che a volte remino contro l’azione della scuola. Se ci sono problemi, sono difficili da far percepire ai genitori.”

 

Quando è perché ha deciso di andare in Finlandia a vedere da vicino la struttura e l’organizzazione della scuola finlandese?

“Ho deciso di andare in Finlandia a fine 2017 visionando online i corsi formativi dell’Associazione ACLE, che organizza anche viaggi studio. Per realizzare questo mio progetto ho utilizzato il fondo che il governo riserva agli insegnanti attraverso il bonus docenti, anche perché questo tipo di attività ha un costo significativo e ho sfruttato l’opportunità per realizzare questa esperienza.”

A sx: cortiletto interno ad una scuola finlandese. A dx: biblioteca all'interno di una scuola primaria.

Quali sono dunque le differenze più significative che ha riscontrato tra il sistema educativo scolastico e quello italiano?

“Le principali differenze che ho riscontrato si possono suddividere in due punti: le attrezzature presenti e la considerazione della figura del docente. Per quanto riguarda il primo punto, parto dal fatto che questo viaggio mi ha permesso di visitare scuole finlandesi di ogni ordine e grado.

scuola finlandese

nella foto aula di musica dotata di ogni strumento

In tutte ho notate la presenza di spazi ben attrezzati, aule molto ampie, ben curate, strutture nuove, aule laboratorio utilizzate per suddividere i gruppi numerosi, aule di musica simili a vere e proprie aule di registrazione, fornite di qualsiasi strumento musicale, anche tecnologicamente molto avanzato.

Nelle scuole della primaria, le classi sono dotate di banchi modulabili con le ruote che permettono agevolmente lavori di gruppi, inoltre sono presenti angoli con zone comfort, piene di cuscini per riposare. I bimbi piccoli vanno a scuola con il proprio cambio, tra cui le ciabatte (sì, perché appena arrivano a scuola si tolgono le scarpe!). Nei corridoi ci sono armadietti per indossare la tuta da sci ed uscire durante il giorno, sfruttando la presenza quasi perenne della neve come valvola di sfogo. C’è una grande libertà di uscita tra una lezione e l’altra e la presenza di giochi come se fossero al parco.

scuola finlandia

nella foto setting d’aula a isole

Nelle scuole finlandesi di livello superiore invece, ho notato la presenza di tavoli da ping pong e da biliardo per il tempo libero, oltre che opere d’arte appese ai muri e tanti stimoli visivi in ogni parte dell’istituto (ad esempio il sistema solare) con una finalità istruttiva volta a sviluppare nei ragazzi un sentimento di aggregazione. 

 

Per quanto riguarda il secondo punto, parto dal fatto che i docenti in Finlandia sono tutti laureati e lo sono dopo aver superato corsi molto impegnativi. In ogni scuola essi dispongono di aule docenti apposite dotate a volte di una piccola cucina e di angoli confortevoli dove poter fare una pausa o piccoli studi personali dove poter correggere i compiti. Le famiglie sono molto rispettose nei confronti dell’insegnante e cercano sempre una relazione positiva… Ci raccontavano che, per venire incontro alle famiglie in difficoltà, i docenti concordano colloqui anche nei bar allo scopo di creare un clima più disteso e familiare, soprattutto quando si tratta di bambini in situazioni delicate.”

 

Pensa che il sistema scolastico finlandese possa essere applicato alla nostra didattica?

“Penso che alcune delle cose che fanno parte del sistema scolastico finlandese potrebbero entrare pian piano nella scuola italiana, apportando qualche piccolo cambiamento sulla didattica più laboratoriale. In particolare le attrezzature, avendo più fondi e finanziamenti si potrebbe avere un setting aula per affrontare le lezioni in modo più flessibile…[…]

C’è poi una questione sociale di fondo sulla figura del docente che penso debba essere cambiata. L’insegnante deve essere visto come una figura professionale di tutto rispetto e per questo, in primis deve entrare in una graduatoria per poter insegnare, ma solo dopo una certa formazione. Purtroppo entrano nel mondo della scuola anche persone che non hanno sempre le adeguate competenze. Al di là del corso di studi che i docenti finlandesi compiono per poter accedere alla loro funzione didattica, devono inoltre affrontare una lunga serie di training e tirocini prima di iniziare. Penso che siano ancora troppi i docenti italiani attualmente in servizio con titoli di studio molto bassi ancorati ad una didattica obsoleta. 

Io proporrei, per un miglioramento, eventualmente dei corsi di formazione per insegnanti. Qualcosa si sta già facendo, ma sono percorsi lunghi di cambiamento che richiedono da parte del governo in primis, forse con dei fondi ad hoc, un imprinting diverso.”

 

Se il governo decidesse di modificare il sistema educativo italiano secondo il modello nordico, sarebbe disposta a modificare il suo modo di insegnare?

“Ovviamente sì, sarei disposta a modificare il mio modo di insegnare. Anche se sono stata in Finlandia per pochi giorni e ho visto solo apparentemente dall’esterno come funziona la scuola, ho percepito subito il clima diverso che si respira: bambini meno stressati e una società più sorridente e meno di corsa, al contrario di noi che ci trasciniamo in modo nevrotico a causa di una burocrazia che non funziona e tante, troppe cose ancora da cambiare.” 

Circle Time, tutti gli studenti sono dotati di apparecchio tecnologico per seguire la lezione

 

Da questa interessante testimonianza, ciò che emerge si può sintetizzare in alcuni punti essenziali che costituiscono i capisaldi della didattica vigente nella scuola in Finlandia:

  • la figura del docente: rispettosa, altamente qualificata e selezionata, motivata ed affidabile

  • la cura di sé, degli altri, degli ambienti, del tempo: l’uso funzionale del tempo e dello spazio è parte integrante della didattica finlandese e si trasforma in agente motivazionale

  • il clima di collaborazione e il rapporto empatico con le famiglie

Grazie a Cristina abbiamo potuto immedesimarci per un attimo in un mondo diverso ma non utopico. La Finlandia non è così distante da noi, una scuola più tecnologica è possibile, lo stiamo testando in questo periodo di emergenza e forse stiamo pian piano intuendo come affrontare i cambiamenti in atto.

 

Abbiamo sicuramente bisogno del governo come alleato stabile che aiuti il nostro sistema scolastico tramite un piano creato su misura e fondi ingenti per dare alle nuove generazioni la possibilità di crescere senza paure. Senza le nostre paure.

 

Come i ragazzi affronteranno il dopo covid dipende da noi adulti, dalle nostre scelte, dai nostri giudizi, dalle nostre aspirazioni, dai nostri progetti, dal nostro sostegno.